Casa Zanini-Porta . Contone . 2019-21

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Casa Zanini-Porta . Contone . 2019-21

La casa sul Piano

La casa Zanini Porta si trova nel Piano di Magadino, comporto territoriale suggestivo tra Bellinzona e Locarno, delimitato dai profili montuosi, in cui le presenze antropiche si intrecciano con quelle naturali, dando forma a svariate destinazioni d’uso del suolo: da zone agricole a industriali, da comparti di svago con particolari pregi naturalistici a zone residenziali. La casa rientra in questa categoria e fa parte del tessuto periurbano che caratterizza il fondovalle.

Forma e posizione del nuovo edificio, si confrontano con la realtà alla grande scala e contemporaneamente con quella particellare. La casa difatti, nella sua espressione compositiva, enfatizza l’orizzontalità del Piano in cui s’inerisce, su cui “si appoggia”: un grande zoccolo, di poco soprelevato dal suolo, indica la linearità del paesaggio, evocata altresì dalla soletta marcapiano che contiene il piano terreno. Al contempo, sviluppandosi su tutto il mappale, nel rispetto degli indici di PR, la casa se ne appropria, componendosi di una successione di spazi abitativi e accessori che cercano con il contesto “orizzontale” del paesaggio continue relazioni spaziali; evitando così spazi di risulta esterni e garantendo un continuo e qualitativo rapporto interno-esterno.

I materiali che caratterizzano la casa, nell’espressione architettonica di facciata, sono fedeli al concetto architettonico elaborato e al luogo in cui essa s’inserisce. I cordoli di zoccolo e marcapiano, così come di coronamento del tetto piano sono in calcestruzzo. La facciata è anch’essa in calcestruzzo gettato sul posto, utilizzando un cassero specifico; la sua espressione si relazione con la tradizione architettonica ticinese e il carattere industriale-artigianale del Piano di Magadino.

 

Dati

Committente . privato
Volumetria . 562 mc
Superficie lorda . 153 mq

Crediti

Progettazione e direzione lavori . Inches Geleta Architetti Sagl
Team di progetto . Matteo Inches, Nastasja Geleta, Marta Mascheroni
Fotografie . Simone Bossi